Video essay su narrazioni, media e immaginario contemporaneo
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The Masterplan - La sostanza del medium
Per sessant’anni ci siamo detti che il mezzo è il messaggio. Che la televisione, la radio, lo schermo contano più di quello che ci passa sopra. Oggi c’è chi sostiene che il messaggio siamo noi. Che il potere stia in chi condivide, commenta, rilancia quello che altri hanno messo in circolo. Eppure quello che vediamo, e spesso condividiamo, lo decide un algoritmo. E allora il messaggio siamo noi, o siamo solo il mezzo?
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Un brand chiamato te
Per anni abbiamo imparato a presentarci con un biglietto da visita. Oggi con un profilo social, un feed, una newsletter. È cambiato il mezzo, ma la domanda di fondo è rimasta identica, come si racconta chi siamo, senza perdere chi siamo. È un tema che riguarda, chi più chi meno, tutti noi, specialmente se siamo qui. Costruire la propria voce pubblica è diventato quasi un obbligo di mestiere. Ma dove finisce il raccontarsi e dove inizia il diventare qualcun altro?
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NIente è originale
Da dove nascono le idee? E qual è lo sguardo che serve per dar loro una forma? Nelle ultime settimane ho avuto modo di mettere in fila alcuni pensieri e tradurli in forma visiva, quella del "video essay". Con la mia voce, e con l'aiuto di spezzoni di film, interviste, podcast e tutto quel materiale visivo che ho accumulato nel tempo, ho spaziato tra vari temi guidato da un unico filo conduttore, il racconto nelle sue forme più disparate. È un esercizio per riordinare appunti, riferimenti e domande che continuavano (e continuano) a tornare. Il primo video parte proprio da qui, dalle idee.